Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/30

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24 libro primo

     Tu facesti smembrar con doglie e guai
il trasmutato in cervio Atteone
con la potenzia grande, che tu hai;
     ché delle ninfe le nude persone
140corse a vedere tra le chiarite acque,
benché fortuna ne fosse cagione.
     Ippolito gentil, quando a te piacque,
tornar facesti in vita dalla morte
con quelle membra, con le quali ei nacque.—
     145E quando ell’ebbon lor offerte pórte,
anco alle ninfe fenno riverenza,
sí come a servi principal di corte.
     E dilungate dalla lor presenza
tennono nella valle estremo loco,
150come conviensi a lor bassa semenza.
     Giá era il tempo che la festa e ’l gioco
far si dovea e Diana fe’ segno
a due sue ninfe, a lei distanti poco,
     che chiamasser Iunon dall’alto regno,
155che scendesse alla festa omai a sua posta
col coro delle ninfe alto e benegno.
     Come fa ’n cor colui, al qual è imposta
l’antifona per dir, che prima inchina,
poi a cantar la voce tien disposta;
     160cosí fên quelle due a sua regina,
che s’inchinonno prima al suo comando,
poi, tenendo la faccia al ciel supina,
     encomincionno a dir cosí cantando.