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362 libro quarto

CAPITOLO XVIII

De' peccati nello Spirito santo, i quali sono opposti alla speranza.

     Nel levar sú, ch’io fei, cotanto ardito,
ché presa forse avíe troppa fidanza
per quel parlar, che pria aveva udito:
     — Risguarda ben— mi disse dea Speranza,—
5che ’n null’altra virtú si può errar tanto,
quanto in la spen per troppo o per mancanza;
     ché la presunzion sta dall’un canto,
dall’altro estremo sta il disperare,
ognun peccato in lo Spirito santo.
     10Né l’un né l’altro si può perdonare
in questa vita o nel secol futuro,
sí come dice a noi ’l divin parlare.
     E, perché questo passo è molto oscuro,
se a quel, che or dirò, attento bade,
15io tel dichiarerò aperto e puro.
     Sappi che la clemenzia e la pietade
allo Spirito santo è attribuita,
e ch’e’ la porge a chi torna a bontade;
     ché, benché sia la sua pietá infinita,
20non la debbe donar, né mai la dona,
se no’ a chi torna dalla via smarrita.
     Però, s’alcun nel mal far s’abbandona,
credendo che, peccando, Dio ’l sovvegna,
cotal presunzion mai si perdona;