Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/375

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capitolo xix 369

     E donna vidi dentro al paradiso
bella e lucente tanto quanto il sole,
30se non che piú acceso aveva il viso.
     E, come aquila fa ’nanti che vole,
che mira in alto prima che giú vegna
inver’ la preda, che prendere vòle,
     cosí scese ella e disse a me benegna:
35— Del purgatòr convien che ’l foco passi,
anzi che venghi ove per me si regna.—
     Li polsi miei, giá faticati e lassi,
se sgomentóro un poco a tanta impresa;
ond’io per questo un gran sospir fuor trassi.
     40Ma, dacché Muzio nella fiamma accesa
spontaneamente porse quella mano,
ch’a dare il colpo avea commessa offesa,
     e dacché sol per un onor mundano
Pompeo il dito s’arse dentro al foco,
45a mostrar forte a non aprir l’arcano;
     come temenza in me potea aver loco
con Spene e Caritá, che ogni amaro
fanno esser dolce e fannol parer poco?
     Però, mostrando il viso allegro e chiaro,
50risposi:— Io venir voglio, e, con voi due,
star dentro al purgatoro a me fia caro.
     Come Abacuc insú levato fue,
quando soccorse a Daniel profeta,
cosí allora io fui levato insue.
     55E fui nel purgatoro; e grande pièta
d’anime vidi in quelle fiamme ardenti,
che tra’ martíri avean sembianza lieta;
     ché, benché fusson tra li gran tormenti,
la speranza addolcisce in lor la pena,
60ché speran ire alle beate genti.
     — Ave, Maria di grazia piena
— cantavan molti dentro della fiamma,—
Dominus tecum, o stella serena.