Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/59

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capitolo x 53

     100Ed io dirieto a lor, con gran suspiro,
presi la costa e salsi il monte ratto;
e quando giú nell’altra valle miro,
     io vidi l’arco di Iunon lí fatto
ed alto in aere, il qual per segno diede
105Dio a Noè, con lui facendo il Patto.
     E come re ovver regina siede
nell’alto tron, cosí su quel si pose
Venus vestita d’òr da capo a piede,
     con la corona di mirto e di rose,
110con lieta faccia ed aspetto sí bello,
piú che mai dèe ovver novelle spose.
     Cupido allor volar come un uccello
vidi per l’aere; e credo sí veloce
Cillen non corse mai, né tanto snello.
     115Venus mi disse in questo ad alta voce:
— O giovin, c’hai montata insú la costa,
spronato dall’amor caldo e feroce,
     la bella ninfa, che a te fe’ risposta,
da me e dal mio figlio a te è sortita,
120che l’abbi a tuo voler ed a tua posta.
     Fa’ che tu passi qua, dov’è fuggita
nell’altra valle, e tanto lí rimagne,
che da Cupido per te sia ferita.—
     Per questo io trapassai l’aspre montagne,
125tanto ch’io la trovai nell’altro piano,
che stava a coglier fior con le compagne.
     Cupido lí non molto da lontano
di quella bella ninfa mi ferío
d’una saetta d’oro, ch’avea in mano.
     130Però io con ingegno e con desio
m’appressa’ a loro e dissi:— O ninfe belle,
in questo loco sí silvestre e rio
     per consigliarmi alcuna mi favelle:
deh! non v’incresca che alquanto qui stia,
135stancato tra le selve amare e felle.—