Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/97

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Benignamente a me cominciò a dire:

       --Dimmi, per qual cagion tu ti lamenti?
  30   Chi t'ha condotto in sí fatto martíre?--
       Ed io a lei:--Li falsi tradimenti
       del rio Cupido lamentar mi fanno:
       egli m'ha indutto in cotanti tormenti.
       E se saper tu vuoi il mio affanno,
  35   ed egli ed una ninfa m'han tradito,
       usando meco falsitá ed inganno.
       S'io fossi con Minerva insú salito
       nel regno suo, ella mi promettea
       il ben, il qual contenta ogni appetito.
  40   Ed io lassai l'andar con quella dea
       per l'amor di Cupido, e tornai vòlto
       nella ruina d'esta selva rea.--
       Rispose quella con benigno volto:
       --Minerva a te mi manda ed anco Ilbina,
  45   ch'io ti tragga del cammino stolto.
       Degno è chi dietro al folle Amor cammina
       e chi nel suo voler fonda sua voglia,
       che cada in precipizio ed in ruina.
       Tu stesso se' cagion della tua doglia,
  50   da che sapei che donna ha per usanza
       ch'ella si volta e move come foglia.
       Ahi, quanto è stolto chi pone speranza
       in cosa vana! ché, quando si fida,
       quand'ella manca, ancor egli ha mancanza.
  55   Non sai che 'l folle Amor sempre si guida
       dietro a Concupiscenzia, e di lei è figlio
       quei che coll'arco l'amador disfida?
       E questo, se non ha el mio consiglio,
       convien che erri e come cieco vada
  60   smarrito per le selve in gran periglio.
       Ma, se tu vuoi tornar in tua contrada,
       séguita me, ed io sarò tua scorta;
       e riporrotti nella dritta strada.--

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