Pagina:G. Arrigoni, Notizie storiche della Valsassina (1889).djvu/8

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— VI —

anche de visu, mi venne un pensiero a frenarmi dal volo pindarico, poi una disgrazia per la quale mi andaron disperse non poche memorie che avevo raccolte e messe in carta, in parte poi ripescate dal naufragio. Il pensiero fu questo: — Chi sono io da arrischiarmi a ritoccare un'opera altrui frutto di più anni di meditazioni e di veglie nelle biblioteche, negli archivi pubblici e privati, sopra una moltitudine grandissima di documenti manoscritti e stampati, editi ed inediti? Dove ho io quel corredo di erudizione storica e delle altre svariate cognizioni che si richiedono all'uopo, sicché finisca a guadagnarmi un epitaffio di vanerello presuntuoso? Se non che dolendomi che i miei convalligiani restassero ancora ignari delle vicende della loro patria, come avverrebbe se non si presentasse loro una maggiore e nuova comodità d'istruirsene, bilanciato un poco il pro ed il contro, prevalse l'amor patrio, e venni nella seguente risoluzione: — Per fare anche tu un po' di bene alla tua Valle, oltre quello di un ordine superiore, che puoi sperare di averle recato in 55 anni di esercizio del sacro ministero, sobbarcati, o Valsassinese, a provvederla di un'altra edizione di quelle Notizie, curando che sia economica, perche la si possa facilmente acquistare, e le Amministrazioni Comunali la possano comprendere fra i libri di premio per le loro scuole, come forse avrebbero dovuto fare prima d'ora per dare ai loro amministrati l'opportunità di un bene morale ed intellettuale più prezioso di tanti altri, quello cioè di soddisfare al bisogno, o dirò meglio al dovere espresso in quell'adagio: nosce te ipsum, conoscete voi stessi, la vostra storia, il vostro paese, che deve essere il principio della vostra sapienza.

Cosi risolto mettiamoci mano. Darò prima la nuova edizione colle mie osservazioni, le quali saranno chiuse colle sigle L. A. per distinguerle da quelle dell'autore. Vi