Pagina:Gaetano Cantoni - Trattato completo di agricoltura, 1855.djvu/293

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288 propagazione degli agrumi.

sarà bene il recidere ben presso terra le pianticelle cresciute tortuose, e il togliere le spine ed i rametti laterali e più bassi a quelle che si conservano, acciò crescano più dritte e più liscie. Nei climi caldi, dal semenzajo le piante dopo uno o due anni si ripiantano nel vivajo ad una distanza di 0m,30 per ogni lato, e vi si lasciano per altri tre o quattro anni, in modo che vengono piantate al posto alla quinta primavera. Se invece le pianticelle devono essere innestate si ripiantano in un secondo vivajo alla distanza di 0m,50 fra le linee e fra le piante di ciascuna linea. Sempre poi durante gli anni di vivajo si sarchia frequentemente, e s’irriga o s’innaffia onde mantener umida la terra; e si tien monda la parte inferiore del tronco dai rami laterali e dalle spine.

Se la semina venne fatta in vasi o casse, alla primavera del secondo, terzo e quart’anno si smuoverà con un chiodo, non troppo acuto nè tagliente, tutta la terra superficiale sino al luogo ov’è la massima parte delle radici, e la si verserà fuori rovesciando la cassa od il vaso se è maneggiabile, rimettendovene altrettanto di nuova formata col miscuglio già accennato.

Così, tanto nel vivajo quanto nelle casse o nei vasi, in quattro anni si potranno avere ottime pianticelle da piantare a dimora, o da innestare.

§ 949. La talea propaga la specie con tutti i caratteri della varietà cui appartiene, come abbiamo veduto avvenire cogli altri vegetali. Questo metodo di propagazione è poco usitato poichè richiede moltissime cure, e perchè molte talee vanno perdute o pel secco o per la troppa umidità che fa marcire la corteccia. Inoltre non può eseguirsi che nei climi caldi piantando nelle ajuole all’aperto; e nei climi temperati non è possibile che in grandi casse, od in appositi lettorini nelle aranciere stesse. Nella riviera di Salò questo modo di propagazione era più in voga nei tempi di Agostino Gallo che oggidì.

Per far talee, all’epoca del taglio degli agrumi, ordinariamente in principio di primavera, si tolgono i rami succhioni od i più vigorosi che crescono lungo il tronco od alla cima della pianta, e che deformerebbero la pianta coll’andar del tempo. Questi rami che siano ben lisci e vigorosi, mondi dalle spine, si tagliano della lunghezza di 0m,40, tagliando via le foglie, meno il picciuolo, a tutta quella porzione che deve stare sotto terra, e lasciandole a quei due o tre occhi che