Pagina:Galiani, Ferdinando – Della moneta, 1915 – BEIC 1825718.djvu/109

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capo secondo 103

II

digressione su' dazi, loro natura e perché
sieno alle volte dannosi

In che consista il male de’ dazi — Cattivo uso de’ dazi — Per quali mezzi e con quali segni declina uno Stato — Naturali effetti della decadenza — Il primo segno della declinazione, che è l’incarimento, è simile a quello della prosperitá d’uno Stato.

Dazio è una porzione degli averi de’ privati, che il principe prende e poi torna a dare. Or, se questa si restituisse a que’ medesimi che la dánno, quando anche fosse uguale a tutto l’avere de’ privati, non nuocerebbe né gioverebbe ad alcuno. Dunque il dazio per sua natura né nuoce né giova; ma, se il dazio non è renduto a coloro che l’hanno pagato, ad alcuni nuoce, ad altri giova. Or, se coloro, a cui si dá, fossero la gente dabbene d’un paese, resterebbero, coll’uso fatto de’ dazi, puniti tutti i cattivi, premiati i buoni. Dunque l’uso de’ dazi può avere in sé utilitá somma ed infinita. Né la gravezza interrompe questo vantaggio, ma anzi lo accresce; perocché tanto diviene maggiore il premio de’ laboriosi e degli onesti, tanto piú aspra la pena degli oziosi, turbolenti ed indegni; dunque non hanno male per grandezza i tributi. Tutto il male loro sta in tre punti: o che non sono universali, o che sono mal posti, o male usati e distribuiti. Nel primo caso non restano tutti gl’infingardi aggravati, e manca il bastante premio a tutti i meritevoli, e lo Stato con maggior incommodo porta minor peso; non altrimenti che, se ad un cavallo voi sospendete la metá del suo giusto carico sulle orecchie, e’ si fermerá e caderá giú per l’impotenza. Questa disparitá è la piú frequente ne’ dazi mal regolati, e fu ne’ governi de’ secoli barbari comune. Possono esser talora mal situati ed interrompere le industrie; e questo di quanto male sia origine, non si può