Pagina:Galiani, Ferdinando – Della moneta, 1915 – BEIC 1825718.djvu/261

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CAPO TERZO

I

del vietar l’estrazione della moneta

In quasi tutti gli Stati è vietato l’estrarre la moneta — Tal divieto è inutile, perché non osservato — Non si può impedire la violazione di tal legge — Considerazione su d’una prammatica nostra — Ogni principe estrae moltissimo denaro dal suo Stato — È dannoso vietare l’estrazione quando è necessaria, siccome è in utile quando non v’è bisogno — L’uscire della moneta è effetto, non causa di calamità — Anzi è medicina delle disgrazie l’estrazione.

Di tutti i cattivi consigli, che gl’ingiusti estimatori della moneta hanno a’ loro principi dati, niuno è stato tanto applaudito ed universalmente abbracciato quanto il vietare con gravi pene l’estrazione della moneta. E pure niuno ve n’era peggiore di questo. Vedesi ciò stabilito in tutti gli Stati non meno barbari che culti e, quel che è più strano, in alcuni governi ancora, che, oltre alla lode di sapienza civile meritamente ottenuta, hanno necessità d’estrarre que’ metalli, de’ quali fanno commercio coll’Oriente. Pure è cosa chiara essere la legge, che vieta l’estrazione, inutile, perché non è osservata; inutile, perché, quando i sudditi l’osservassero, converrebbe al sovrano violarla, e, quando amendue s’astenessero dall’infrangerla, potrebbe esser talvolta perniciosa.

E, quanto al primo, siccome è negli animi umani altamente fitto che ciascuno sia delle cose sue arbitro e signore, ogni