Pagina:Garbasso - La teoria di Maxwell dell'elettricità e della luce, Torino 1893.djvu/22

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Così il ponte che riunisce il dominio dell'elettricità a quello dell'ottica è valicato, il cammino ridiventa facile.

Le vedute di Maxwell vengono a gettare una luce inaspettata sul problema della costituzione della materia.

Un circuito suscettibile di corrente oscillante possiede un periodo di vibrazione che dipende dalla sua forma e dalla sua grandezza: dà quindi luogo ad onde di lunghezza determinata.

Sappiamo che i gas incandescenti danno uno spettro di poche linee brillanti, dunque è ragionevole ammettere che le loro molecole agiscono «come circuiti elettrici adatti alle onde luminose».

Calcolando in base a questa ipotesi le dimensioni delle molecole si trovano dei numeri dell’ordine di quelli trovati per vie affatto differenti.

L’esperienza prova che uno strato di circuiti o, come si dice, di risonatori, riflette le onde elettromagnetiche: questo fatto dà ragione del meccanismo della riflessione della luce e costituisce ad un tempo una verifica diretta del principio di Huyghens.

L’esperienza dimostra che uno strato di risonatori assorbe le onde che è capace d’emettere e ciò costituisce una prova della legge di Kirchhoff e mostra come si formino gli spettri d’assorbimento.

L’esperienza attesta che se due risonatori sono tenuti vicini la corrente oscillante è smorzata in entrambi: ma correnti smorzate, secondo le ricerche di Sarasin e de la Rive danno origine a radiazione multipla: questo spiega perchè gli spettri dei liquidi e dei solidi siano continui.

Da questo punto di vista anche l’occhio è un apparato elettrico, i tre sistemi di fibre d’Helmholtz sono tre sistemi di risonatori.



    Nelle sue prime esperienze il Blondlot calcolava il periodo di vibrazione dei risonatori con una formola di Thomson, vi era dunque ancora nella sua ricerca un presupposto teorico.
    In una nuova serie di esperienze non ancora pubblicate ma delle quali il prof. Blondlot mi ha cortesemente informato, egli ha rifatto la misura con un metodo indipendente da ogni teoria; il risultato ottenuto è soddisfacente, la media dei numeri trovati per la velocità delle onde lungo un filo di rame è

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