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Estratto dalla Rivista di Matematica — Anno 1898,



A. Garbasso


La teoria di Maxwell dell’elettricità e della luce.

(Conferenze fatte all’Università di Torino).


Le idee più recenti sulla teoria dell’elettricità e del magnetismo, che tolgono origine dalle esperienze e dalle vedute teoriche di Faraday hanno già trovato parecchi espositori.

Senza parlare dei lavori originali di Maxwell1 e di Helmholtz2, fatti necessariamente senza preoccupazione didattica, nè dei trattati del Tumlirz3 e del Poincaré4, che il primo è plasmato sulla memoria d’Helmholtz «Ueber die Bewegungsgleichungen der Elektricität für ruhende leitende Körper», e il secondo cade in quello stesso peccato di molteplicità che è stato rimproverato tante volte alla grande opera del Maxwell: abbiamo tre esposizioni complete della teoria e sono quelle di Hertz5, di Cohn6 e di Boltzmann7.

Vi è fra i lavori dei primi due e quello del terzo una differenza capitale.

Hertz e Cohn hanno assunto, per definizione, l’espressione dell’energia e le equazioni del campo elettro-magnetico, deducendone con definizioni e convenzioni opportune le altre leggi note; la legge di Coulomb, per esempio, la legge di Biot e Savart e così via.



  1. J. C. Maxwell, A treatise on electricity and magnetism (Oxford, Clarendon Press, 1873, 2 vol.).
  2. H. Hemlholtz, Ueber die Bewegungsgleichungen der Elektricität für ruhende leitende Körper (Borchardt’s Journal, LXXII, 57. Wiss. Abh. I, 545).
  3. O. Tumlirz, Die elektromagnetische Theorie des Lichtes (Leipzig, B. G. Teubner, 1883).
  4. H. Poincaré, Electricité et optique (Paris, G. Carré, 1890-91, 2 vol.).
  5. H. Hertz, Ueber die Grundgleichungen der Elektrodynamik für ruhende Körper (Wied. Ann. XL, p. 577). — H. Hertz, Ueber d. G. d. E, f. bewegte Körper (Wied. Ann. xli, p. 369).
  6. E. Conn, Zur Systematik der Elektricitätslehre (Wied. Ann. XL, p. 625).
  7. L. Boltzmann, Vorlesungen über Maxwells Theorie der Elektricität und des Lichtes [I u. Il Theil.] (Leipzig, J. A. Barth, 1891-93).