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PREFAZIONE ALLE MIE MEMORIE. 3

valse molto ai militi nostri concittadini per l’abilità non comune nella professione sua.

Ripari, amico mio carissimo, fu mio compagno a Roma (1849), ove curommi d’una ferita. Chirurgo in capo nella spedizione dei Mille adempì col patriottismo e l’abilità che lo distinguono al difficile e nobile incarico.

Ad Aspromonte io dovetti la conservazione del mio piede destro, e forse della vita, alle cure gentili dei chirurghi Ripari, Basile ed Albanese.

Bertani fu chirurgo in capo delle forze da me comandate nel 59 e 66, e credo incontestabile la somma sua abilità come capo e come chirurgo. Anche nel 67 egli si distinse nella sventurata pugna di Mentana.

I distintissimi professori Partridge, Nélaton e Pirogoff, col loro generoso interesse alla pericolosa mia situazione, provarono che il vero merito, la scienza vera, non distingue confini nella famiglia umana. Ai cari dottori Prandina, Cipriani, Riboli io devo pure una parola di gratitudine, siccome al dottore Pastore.

Il dottor Riboli in Francia, chirurgo capo dell’esercito dei Vosgi, fu contrariato da indisposizione seria ed accanita. Nondimeno, egli non mancò di prestare opera utilissima.

Nell’apprezzamento del merito individuale d’ognuno che mi fu compagno, non pretendo certo all’infallibilità, e se commisi errore, ripeto, fu involontariamente.

Che la società odierna sia in uno stato normale lo lascio giudicare agli uomini di senno (4 luglio 1872).

Gli uragani non hanno spazzato ancora l'atmosfera appestata dal puzzo dei cadaveri, e già si pensa alla rivincita. Le genti sono afflitte da malanni d’ogni specie: carestie, inondazioni, colèra; che importa! tutti s’armano sino ai denti, tutti son soldati! Il prete! Ah! questo è il vero flagello di Dio! In Italia esso mantiene un governo codardo in una umiliazione la più degradante, e si ritempra nella corruzione e nelle miserie del popolo! In Francia, esso spinge alla guerra