Pagina:Garibaldi - Memorie autobiografiche.djvu/26

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14 PRIMO PERIODO.

mente iniziarmi nei misteri del suo risorgimento. Perciò cercavo ovunque libri, scritti che della libertà italiana trattassero ed individui consacrati ad essa. In un viaggio a Taganrog mi incontrai con un giovine ligure, che primo mi diede alcune notizie dell’andamento delle cose nostre.

Certo non provò Colombo tanta soddisfazione alla scoperta dell’America, come ne provai io al ritrovare chi s’occupasse della redenzione patria.

Mi tuffai corpo e anima in quell’elemento che sentivo esser il mio da tanto tempo, ed in Genova il 5 febbraio 1834 io sortivo la Porta della Lanterna alle 7 pomeridiane, travestito da contadino e proscritto. Qui comincia la mia vita pubblica: pochi giorni dopo leggevo per la prima volta il mio nome su d’un giornale. Era una condanna di morte al mio indirizzo, rapportata dal Popolo sovrano di Marsiglia.

Stetti inoperoso in Marsiglia alcuni mesi. Un giorno, imbarcato da secondo a bordo dell’Unione (brigantino mercantile francese), capitano Francesco Gazan, mi trovavo verso sera nella camera, vestito in gala per scendere a terra.1 Udimmo un romore nell’acqua del porto, e ci affacciammo, il capitano ed io, ad ambi i balconi. Un individuo si annegava sotto la poppa del brigantino, tra questa ed il molo. Io mi lanciai, e con molta fortuna salvai la vita al Francese, spettatrice un’immensa popolazione plaudente.

Era il salvato Giuseppe Rambaud, quattordicenne. Io ebbi la guancia bagnata dalle lacrime di gratitudine d’una madre e la benedizione di una famiglia intiera.

Anni prima, sulla rada di Smirne, avevo avuto la stessa fortuna col mio amico e compagno d’infanzia Claudio Terese.

Un viaggio ancora coll’Unione nel Mar Nero. Uno in Tunisi con una fregata da guerra costrutta in Mar-


  1. In quell’epoca era proibito a Marsiglia di tener lumi anche di notte a bordo dei bastimenti.