Pagina:Garinei - Sulla necessità di abolire il volo dell'asino.djvu/18

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genee, d’onde resulta la esistenza dell’universo; mentre la repulsione o la discordia che li antichi chiamavano Eris era la causa della dissoluzione della confusione e del disordine — Ecco, dice l’autore testè rammentato, l’origine dei due Principi della natura del bene e del male.

Se così è in natura non può stare che un corpo grave, quale è l’Asino: s’inalzi al cielo per l’aria, che voli.

Il volo dei corpi pesanti è impossibile; neppure ai Putti può darsi ad intendere questa novella.

Fatto di fisica egli è, che come una pietra gettata dall’alto cade, così l’Asino Empolese che scende dal Campanile, non vola ma cade.

Due esempi uno fisico, uno morale riportati dal’autore della natura pag. 77. lib. 1. chiariscono questa ragione.

In un turbine di polvere che alza un vento impetuoso, sembra ai nostri occhi che tutto sia confuso. Ma in natura così non è. Nella più spaventosa tempesta eccitata da opposti venti che sollevono le onde non vi ha una sola mollecola di polvere, o d’acqua che sia collocata all’azzardo; che non abbia una ragion sufficiente per occupare il luogo ove si trova, e che non agisca rigorosamente nella maniera in cui deve agire.

Un Geometra che conoscesse esattamente le differenti forze che agiscono in questi due casi, e la proprietà delle Molecole che sono mosse, dimostrerebbe al riverbero di queste due cause, che ciascuna Molecola agisce precisamente come deve agire e non può agire diversamente da quello che fa.

Nelle convulsioni terribili che agitano alcuna fiata le politiche società, quelle producono sovente il rovescio di una Nazione, di uno stato, o di un Impero. In tale emergente non vi ha una sola azione, una sola pa-