Pagina:Garinei - Sulla necessità di abolire il volo dell'asino.djvu/9

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che saria più facile che un Asino volasse, che li Empolesi prendessero la forte città di Saminiato ribelle alla repubblica Fiorentina; ed alcuni dalla risposta che die Silvera da Samminiato al messaggero Empolese come cantò il Lepido Poeta Ippolito Neri nostro concittadino nel suo brioso Poema sulla presa di Saminiato Canto 13 ottava 116 ivi.

Poi rimembrando alfin quella risposta
Che Silvera a quel trombetta umile
A parteggiar da lor mandato apposta
La resa, come tra i guerrieri è stile
Cioè che gli asin pria volar di posta
Si vedran pel ciel da Satiro a Tile
Che la forte città co’ suoi paesi.
Cada in poter degli Empolesi.

Ora, una volta che avvenne, come vedremo in appresso, la caduta della forte città per l’astuzia o strattaggemma del valoroso Capitan Cantini condottiero dell’esercito della lega Empolese, il popolo trovò il modo di far volare un Asino per mostrare ai Saminiatesi, che anche li Asini he era agevol cosa far volar un Asino come f, e cme fu loro agevole impresa prender e soggiogar la città di Saminiato.

- Ma il popolo di Empoli fu ingannato dalla favola, e dalla fervida fantasia del Poeta Empolese.

La storia è ben diversa, o signori, come fra poco vedremo.

Non è però difficile cosa i popoli ingannare.

Il popolo, lasciò scritto il Vescovo Sinnesio (in Calvit. pag. 515) vuole assolutamente essere ingannato. Bisogna adunque, egli dice, ingannarlo, ne si può agire diversamente con lui.

Infatti li antichi Preti Egiziani hanno sempre usato così. Il perchè nella veduta sempre d’ingannare il popolo