Pagina:Garzoni - La Piazza Universale - 1593.djvu/63

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scacheida, Homero formare un'opra della guerra delle Rane; Ben potrò informare una Piazza di gente nobile, e plebea, pur di alto conto, et istimazione che questi miseri soggetti, non dirò di bassezza, ma di somma viltà manifestamente ripieni. Eccovi adunque la Piazza Universale di tutte le professioni del mondo, e honorate, e neglette, la qual come gradito spettacolo appresento agli occhi delle persone avanti; acciò col lor giudicio, e discorso vedano quanto sia al Theatro precedente (secondo la promessa mia) nella grandezza della machina superiore. Se[Iarba Re di Getulia] Iarba Re di Getulia fece quel tempio a Giove ornato di cento altari, se il Re Latino [Latino Re](come scrive Marone nel settimo della sua Eneida) fece la casa sua di cento colonne sublime[Virgilio.]; se Tebe (come scrive Giuvenale) fu circundata attorno di cento porte[Giovenale.]; Se Alessandro Macedone fece un padiglione, dove si distendevan cento letti alla campagna[Alessandro Macedone.]; Se fece Sefostre un'obelisco di cento cubiti di misura; io vi pongo inanzi questa mole da più di cento parti si superba[Sefostre.], che non solo pareggia, ma par che ecceda nell'esteriore apparenza tutta l'antichità passata. Degnatevi di gratia di passeggiare alquanto sotto i spaciosi portici di quella, che vederete tanta gente ivi raccolta, che l'Antefiatro Cesareo, e gli Horti di Nerone non potrebbono certo la metà capire. Hor e vi piace di riguardare alquanto questo edificio monstruoso, vedete qua spiegato, mirate quanta gente accoglie insieme, et dalla frequenza del popolo stupite di una Piazza la più rara forse, e la più celebre, che al mondo sia. Io non dirò, che la piazza d'Atene non sia stata superba, ne l'honorato concorso di tanti Filosofi gravi del secolo passato, non dirò che i Fori antichi di Roma non sian stati celeberrimi per ogni conditione di cavallieri, e soldati honorati, et illustri, non dirò, che i campi Thebani non sian stati per ogni qualità di huomini egregii, veramente magnifici, e stupendi. Ma dirò ben anco che la Piazza nostra (e tutta la gloria sia del fattor dell'universo) habbia una grande imagine di quelle antiche si gloriose, e che nell'ampiezza almeno, e nella sua capacità superi tutte quelle dei passati tempi. Vedetela, miratel; e riguardatela bene; che, quantunque habbia havuto architetto di debolissimo valore, è riuscita nondimeno per voler del sommo Monarca celeste molto più grande, e bella, che il suo auttor da principio non s'havea creduto, o imaginato. Eccola qua in circuito distesa; a voi stà di mirarla, se la curiosità di cosa nuova, e dilettevole per sorte v'aggrada.