Pagina:Garzoni - La Piazza Universale - 1593.djvu/7

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et (per usar l'altrui parole) non tanto havresti creduto che ciascuno fosse stato soldato, quanto Capitano valoroso, et prattico; quanto al consiglio la fama publica rapportata all'orecchie di tutti (et questo solo può ammutire ognuno) che Solimano sotto Seghetto poteva indubitamente esser sconfitto, se il prudentissimo discorso di Vostra Altezza havesse sortito il meritato effetto presso alle dubbie orecchie de gli Alemanni, suadendo ella non men generosamente, che prudentemente la giornata, col fior di tante genti valorose, che nell'essercito Imperiale si trovavano; quanto alla bellezza delle lettere sotto il dottissimo Riccio suo Precettore sin da fanciullo apprese, non può in quella desiderarsi quel che in Mario, in Sertorio, in Annibale, et in tanti altri Capitani antichi desiderò l'età passata; et (per ridurre in uno Epilogo solo tante virtù sue sparse) l'honorata grandezza della sua Corte, che li risulta in gloria particolare, il ricetto superbissimo col qual raccoglie i Signori, et Prencipi forastieri, i larghi donativi co' quali mantiene la gratia di quelli, il favor che ogni dì multiplica verso i virtuosi, la cura, anzi l'ansietà che tiene dello studio universale, l'intelligenza di tutte quelle cose che s'aspettano à vero Prencipe, l'animo generoso ne gli edificii regii, la spledidezza nell'apparato della propria casa, la magnificenza Regia in tutti i suoi portamenti, la benignità sopra tutto, la piacevolezza, l'affabilità, con la quale parla, et si lascia parlare, et con la qual procede à effetti non degeneri dalle parole contendono di por l'Altezza Vostra su l'Olimpo delle glorie à rari veramente dal ciel concesse e attribuite. Ma perché disgredisco in più lungamente, che à una lettera