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54 Codice cavalleresco italiano


per quella; che, scientemente, avessero permesso che una frode avvenisse in pregiudizio dell’uno o dell’altro combattente, o che, per avvantaggiare il proprio cliente, avessero scientemente sorpresa la buona fede di chi li credeva perfetti gentiluomini. Specialmente nei primi due casi sopraccennati, i padrini avrebbero dimostrato di non aver compreso la gravità della loro missione, ed avrebbero mancato a quell’assegnamento che il legislatore aveva fatto sulla lealtà loro.

Molte delle accennate esclusioni rivestono indubbiamente un carattere imponderabile, mentre altre costituiscono (quando non sieno provate per via di tribunale), un reato di diffamazione per chi le asserisce. Per cui, quando in una vertenza, vi è mescolata una persona che può essere colpita da una delle eccezioni sul duello, sarà bene rivolgersi alla Corte permanente d’onore, in Firenze (via Roma 3, studio avv. Boldrini), perchè si pronunci in proposito.

ART. 97.

Lo stesso impedimento esiste per i parenti in primo grado, i quali non possono funzionare da rappresentanti o da testimoni di parenti, nè contro i parenti; ed in talune circostanze per i maestri di scherma (così opinano anche: Angelini, III; De Rosis, III, 19°; Châteauvillard, IV, 25°).

Nota. — I legami di sangue e di affezione tolgono al testimone quella libertà d’azione e di apprezzamento che costituisce il primo dei doveri di un padrino; oltre ciò sarebbe immorale, vedere il figlio o il fratello assistere in uno scontro p. es. l’avversario del padre e del fratello.

Se il caso vi mettesse di fronte a mandatari, i quali non si trovassero in piena, regola colle leggi d’onore, se rappresentano o tutelano la parte contraria, saranno per voi