Pagina:Gelli - Venti vite d'artisti, 1896.djvu/30

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giorno della sua festività l’anno 1406 i Fiorentinj presono la possessione (1) di Pisa, la quale havevono comperata da Francesco d’Appiano, il quale havendo morto messer Piero Gambachorta già signiore di quella, di cui di quel era cancjeliere, se ne era fatto padrone, la vendè loro; ma non potette darne loro la possessione, perchè fu cacciato via da’ Pisanj (2) i quali si ridusono in libertà, laonde i Fiorentini mandatovi uno exercito l’ebbano in tal giorno per assedio. Fu questo Starnina huomo molto piacievole et poeta assai stimato in que’ tenpj, le quali arti son molte simili, di maniera che alchunj hanno stimato la pitura una poesia che non parla, et la poesia una pittura che parla.


Lippo fiorentino.


Fu Lippo fiorentino assai gientil maestro sechondo che pativano i tempj suoi. Come e’dipinse in Firenze in più luogi et particularmente ne’ chiostri di santo Antonio dalla porta a Faenza tutta la sua storia di terratto (3), dove è infra l’altre cose la visione che egli ebbe dal diavolo, dove sono una moltitudine di uomini con diversi appetiti secondo che eglino sono tirati da quegli, molto bene disegniati, et così nella faccia dello ispedale moltj poverj fattj molto bene. Fecie ancora la storia di santo Francesco di musaico nel cielo di santo Giovanni sopra la porta del mezo in verso il batesimo e una figura di musaico, chon la testa

  1. Ms. possione, come sta scritto quattro righe sotto.
  2. È superfluo notare come sono del tutto fantastiche ed erronee queste particolarità storiche date dal Gelli.
  3. Forse terretta. Nemmeno il Baldinucci nel Vocabolario toscano dell’arte del disegno registra il vocabolo terratto.