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vi conduceva vita irrequieta ed afflitta, sempre temendo per qualcuno dei suoi cari, cui le turbolenze e le agitazioni, ora incontrate, ora suscitate da Lodovico, ponevano ognora in qualche pericolo.

Cosi giunse il gennaio 1489, in cui si compì il matrimonio di Gian Galeazzo di lei figlio, ed erede del Ducato, con Isabella d’Aragona, la quale, passando per la circostanza da Abbiategrasso, Bona potè muoverle incontro ad abbracciarla. Dopo tale avvenimento, per desiderio, sembra, della giovine sposa. Bona seguì i suoi figli a Milano, ed ivi partecipò alle feste che vi ebbero luogo nel febbraio, per celebrarne l’unione.

Giovanni Galeazzo, benché oramai fatto adulto, poteva dirsi ancora un ragazzo, tanta era la sua debolezza, dappocaggine e pusillanimità; e ciò giustificava, in faccia ai più, la prolungata Reggenza di Lodovico. Ma di ciò non erano persuase né la madre né la sposa di lui; e mentre quella si preparava ad un nuovo viaggio in Francia, impeditole dal cognato, Isabella, continuamente soverchiata ed offesa da Beatrice, che si stimava la vera Duchessa, e come tale sfoggiava, condannando lei alla vita povera e solitaria del palazzo di Pavia, si era lagnata acerbamente col proprio padre.

Intanto Lodovico mulinava nuove atrocità; e stabiliva il matrimonio della nipote Bianca, coll’Imperatore Massimiliano, già vedovo di Maria di Borgogna, ed ex fidanzato ad Anna di Brettagna, che Carlo VIII di Francia gli aveva tolta, rompendo, di più, la pro-