Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/261

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margherita di savoia 213
potenza e felicità. Abbracciata la figlia e i nipotini, mentre le due principesse gustavano la suprema felicità di essere riunite, giunse loro la notizia della cessione di Pinerolo. Intuendo Margherita, tutto il pericolo a cui, con quella cessione, erasi esposta l'Italia, si provò a consigliare il Duca di Mantova, di premunirsi contro ogni possibile sorpresa, ed insieme a Savoia stabilire un sistema di neutralità. 

Questa sua intromissione spiacque al Duca, e spiacque oltremodo a Richelieu che la riseppe. Allora Margherita fece conoscere alla figlia le sue ragioni, fino a metterla, perchè convintasi, in disaccordo col suocero ; e poiché essa aveva voce negli affari, essendo sostenuta dalla simpatia popolare. Margherita sarebbe forse riuscita ad ottenere il suo scopò, se il Duca e Francia, prevedendo il pericolo per essi, non si fossero uniti per darle lo sfratto. E la sventurata principessa, cui Austria e Spagna non osavano sostenere apertamente, onde non rompere ancora la pace da poco firmata, dovè nuovamente andarsene da Mantova, ad onta delle lacrime e delle proteste della figlia. Margherita stessa, compassionandola, calmò Maria, e si ritirò a Cremona, negli Stati della fu sua sorella Isabella, da dove avrebbe potuto rivederla qualchevolta, coi bambini. Ma appunto perciò, e per sottrarre Maria alla sua influenza e alla sua sagacia, fu ben presto pregata di andarsene anche di là.

La Duchessa sopportò tutto ciò dignitosamente serena, e condottasi a Pavia, spedì di là un messo in