Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/385

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maria teresa luisa di carignano 323

a sua disposizione, una carica che fosse un legame ed una ricompensa per colei che essa voleva in suo intero possesso a Versailles, e ristabilì per lei il posto di Sopraintendente della Casa della Regina.

Grata e riconoscente, la Principessa accettò senza inorgoglirsi l’alta carica, e mai in seguito si lamentò, neppure vedendosi trascurata. E sempre, più che potè, ella visse ritiratissima quando la Corte di Francia era in auge, ma si ricordò di essere l’amica di Maria Antonietta nel momento della sventura, costante e gelosa nelle sue affezioni. «Amica delle ore terribili — dice un altro suo biografo — e compagna dei grandi infortuni, ella che poteva avere un asilo sicuro nella sua propria famiglia in Piemonte», o rimanere in Inghilterra ove la fiducia della Regina l’aveva inviata, e il di lei affetto quindi voleva trattenerla, «venne a gettarsi in bocca alla tigre, ostia immacolata» al momento della rivoluzione.

Quando il 20 giugno 1792 il popolaccio invase le Tuileries, la Regina voleva affrontare le picche dei sanculotti, gridando: «Il mio posto è presso il Re!» «Il vostro posto, o madama, è presso i vostri figli» le disse una voce amica, con accento commosso: era la voce della Lamballe.

Più tardi, dopo la terribile giornata del 10 agosto 1793, venne arrestata e chiusa al Tempio con la famiglia reale e pochi fedeli, ma dopo appena otto giorni tutti furono fatti uscire, tranne i Capeto, per essere interrogati dal tribunale.