Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/467

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maria teresa di toscana 395

dimenticare a Carlo Alberto l’etichetta e le ingiunzioni del Re, il quale voleva che quella non fosse che una visita, e la domanda venisse dopo. — Il principe intanto scriveva in proposito al suo scudiero ed amico, il marchese Costa: «Sembra ch’io debba essere felice. Essa ha, per quanto ho potuto giudicarne, molto spirito. E mi ricorderò sempre, amico Costa, che siete stato voi il primo a consigliarmi questo matrimonio.» (1817).

Affermazione però che poco concorda con queste righe che si leggono nelle memorie di Gino Capponi, stato dato in quell’epoca al principe, dalla Corte granducale, come cavaliere d’onore: «Carlo Alberto andava tant’oltre nell’avversione sua contro l’Austria, ch’egli sovente mi dichiarava essere a lui poco accetta anche la giovine sposa, e contro sua voglia impostegli quelle nozze, in luogo di altre, non mi ricordo se bavaresi o sassoni, che egli avrebbe desiderate. Ed io gli predicava essere dolce creatura ed anche bellina, e che solamente col volerle un poco di bene, in sei mesi non si accorgerebbe più di qual sangue ella fosse uscita.»

Maria Teresa aveva allora sedici anni. Senza essere di una bellezza regolare, la freschezza, il bel colorito, i lunghi capelli biondi, le davano una speciale attrattiva. Era nata il 21 marzo 1801 a Vienna, durante l’esilio dei suoi genitori. Suo padre, Ferdinando III di Lorena, Granduca di Toscana, era stato scacciato da Firenze dall’invasione francese; sua madre fu Maria