Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/513

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maria adelaide di lorena 431

al suo telaio da ricamo, aveva sempre accanto qualcuno dei bambini, che le ronzavano attorno, o stavan seduti, sfogliando dei libri illustrati, sotto un’alta consolle che rappresentava per loro una stanzettina a parte, come si compiacciono di fare tutti i bambini.

Maria Adelaide incarnò in se il più soave ideale della sposa e della madre. Vissuta in tempi difficili, essa non si estrinsecò che nella famiglia e con gli infelici; ma quanta virtù nel suo modesto compito, quanta abnegazione per trascorrere la vita in mezzo a tante difficoltà e a tanti contrasti!

Carlo Alberto sempre ammalato e sempre tetro, la suocera pure di salute ormai cagionevole, essa stessa molte volte sofferente; e gli avvenimenti politici che si compievano in tutta Italia, e che trascinavano anche il Piemonte all’azione, non tutti corrispondenti alle aspirazioni del cuore.

Nel febbraio del 1847, la domenica grassa, temendosi qualche dimostrazione, alcuni avevano consigliato il Re ad andarsene in campagna; egli non lo fece, ed intervenne invece al teatro, dove al suo giungere gli fu fatta una imponente dimostrazione di simpatia. Altre dimostrazioni consimili si compievano qua e là in Italia; a Milano, al ballo voluto dare dall’arciduca Ranieri, non intervennero che sei signore. Ma per Carlo Alberto la cosa era differente; appena fu meglio consigliato e ispirato, e accordò qualche concessione, ebbe la nazione in mano, come suol dirsi, e l’entusiasmo s’impadronì di tutto il paese, giungendo fino all’aberrazione.