Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/104

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86 LA GERUSALEMME

LVI.


     La Città dentro ha lochi, in cui si serba
L’acqua che piove, e laghi e fonti vivi:
Ma fuor la terra intorno è nuda d’erba,
444E di fontane sterile, e di rivi.
Nè si vede fiorir lieta e superba
D’alberi, e fare schermo ai raggj estivi;
Se non se in quanto oltra sei miglia un bosco
448Sorge d’ombre nocenti orrido e fosco.

LVII.


     Ha da quel lato donde il giorno appare,
Del felice Giordan le nobil’onde.
E dalla parte occidental del mare
452Mediterraneo le arenose sponde.
Verso Borea è Betel, ch’alzò l’altare
Al bue dell’oro, e la Samaria; e donde
Austro portar le suol piovoso nembo,
456Betelem che ’l gran parto ascose in grembo.

LVIII.


     Or mentre guarda e l’alte mura e ’l sito
Della Città, Goffredo, e del paese;
E pensa ove s’accampi, onde assalito
460Sia il muro ostil più facile all’offese;
Erminia il vide, e dimostrollo a dito
Al Re pagano, e così a dir riprese:
Goffredo è quel che nel purpureo manto
464Ha di regio e d’augusto in se cotanto.