Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/126

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106 LA GERUSALEMME

XXXVIII.


     Tace, e la guida ove tra i grandi eroi
Allor dal volgo il pio Buglion s’invola.
Essa inchinollo riverente, e poi
300Vergognosetta non facea parola.
Ma quei rossor, ma quei timori suoi
Rassicura il guerriero, e riconsola;
Sicchè i pensati inganni alfine spiega
304In suon che di dolcezza i sensi lega.

XXXIX.


     Principe invitto, disse, il cui gran nome
Sen vola adorno di sì chiari fregj;
Chè l’esser da te vinte, e in guerra dome
308Recansi a gloria le provincie e i Regi:
Noto per tutto è il tuo valore, e come
Sin dai nemici avvien che s’ami e pregi;
Così anco i tuoi nemici affida, e invita
312Di ricercarti, e d’impetrarne aita.

XL.


     Ed io che nacqui in sì diversa fede,
Che tu abbassasti, e ch’or d’opprimer tenti,
Per te spero acquistar la nobil sede,
316E lo scettro regal de’ miei parenti:
E s’altri aita ai suoi congiunti chiede
Contra il furor delle straniere genti;
Io, poichè ’n lor non ha pietà più loco,
320Contra il mio sangue il ferro ostíle invoco.