Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/22

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8 LA GERUSALEMME

XX.


     Vennero i Duci, e gli altri anco seguiro;
E Boemondo sol quì non convenne.
Parte fuor s’attendò, parte nel giro,
156E tra gli alberghi suoi Tortosa tenne.
I grandi dell’esercito s’uniro
(Glorioso senato!) in dì solenne.
Quì il pio Goffredo incominciò tra loro,
160Augusto in volto, ed in sermon sonoro:

XXI.


     Guerrier di Dio, ch’a ristorare i danni
Della sua fede il Re del Cielo elesse:
E securi fra l’arme, e fra gl’inganni
164Della terra e del mar, vi scorse e resse;
Sicch’abbiam tante e tante in sì pochi anni
Ribellanti provincie a lui sommesse:
E fra le genti debellate e dome,
168Stese l’insegne sue vittrici, e ’l nome;

XXII.


     Già non lasciammo i dolci pegni, e ’l nido
Nativo noi (se ’l creder mio non erra)
Nè la vita esponemmo al mare infido,
172Ed a’ periglj di lontana guerra,
Per acquistar di breve suono un grido
Volgare, e posseder barbara terra;
Chè proposto ci avremmo angusto e scarso
176Premio, e in danno dell’alme il sangue sparso.