Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/40

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26 LA GERUSALEMME

LXXIV.


     Il Capitan, che da’ nemici agguati
Le schiere sue d’assicurar desia,
Molti a cavallo leggiermente armati
588A scoprir il paese intorno invia.
E innanzi i guastatori avea mandati,
Da cui si debba agevolar la via,
E i voti luoghi empire, e spianar gli erti:
592E da cui siano i chiusi passi aperti.

LXXV.


     Non è gente Pagana insieme accolta,
Non muro cinto di profonda fossa,
Non gran torrente, o monte alpestre, o folta
596Selva, che ’l lor viaggio arrestar possa.
Così degli altri fiumi il Re talvolta,
Quando superbo oltra misura ingrossa,
Sovra le sponde ruinoso scorre:
600Nè cosa è mai che gli s’ardisca opporre.

LXXVI.


     Sol di Tripoli il Re, che ’n ben guardate
Mura, genti, tesori, ed arme serra,
Forse le schiere Franche avria tardate;
604Ma non osò di provocarle in guerra.
Lor con messi, e con doni anco placate
Ricettò volontario entro la terra:
E ricevè condizion di pace,
608Siccome imporle al pio Goffredo piace.