Pagina:Ghislanzoni - Abrakadabra, Milano, Brigola, 1884.djvu/17

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i clericali e i moderati, gli uomini delle tenebre e gli uomini del crepuscolo, saranno travolti dal medesimo turbine. Coloro che si oppongono al progresso come quelli che pretendono moderarlo, rimarranno stritolati sotto le sue ruote prepotenti».

Il terribile oratore pose fine alla sua arringa per essiccamento di fauci, e sedette nel cupo silenzio de’ suoi ascoltatori.

La fronte del signore annunciava un intimo turbamento, sebbene più volte egli avesse dato segno di adesione con un leggero movimento del capo.

Il curato, durante il discorso dell’implacabile demagogo, non aveva cessato di interromperlo con delle esclamazioni che parevano giaculatorie. Poichè il farmacista ebbe finito di parlare, il buon prete giunse le mani in atto di orrore, ed ai paesani, che ascoltavano dalla finestra, fece un gesto come dicesse: non vi scandalizzate di tante bestemmie!

Il Sindaco aveva ascoltato con moderazione, meditando un’eloquente risposta.

CAPITOLO III.

Il discorso del Sindaco.

— L’ottantanove!... sempre l’ottantanove! — cominciò il sindaco levandosi in piedi dopo aver vuotato il bicchiere. — Robespierre! Danton! Marat!... Ecco il vostro ritornello, la vostra eterna minaccia, o infelici rimestatori di un passato che non può rinnovarsi!