Pagina:Ghislanzoni - Abrakadabra, Milano, Brigola, 1884.djvu/243

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L’Albani leggeva come trasognato, facendo spiccare le sillabe:

«Elettori, Coscritti, Pigianti d’ambo i sessi:

«Leggete!!!

«Vi si annunzia che oggi, alle ore 6 pomeridiane, il sottoscritto Primate di Scienza Naturale, esporrà alla ammirazione del rispettabile pubblico il suo Gigante chimico—automatico—animalesco, da lui costruito coll’impiego di tutte le sostanze omogenee all’organismo umano sin qui conosciute. Sarà un Uomo dieci volte più grande del comune, perfettamente costituito e dotato di vitalità a mezzo di una immissione adeguata di sangue taurino. Chi bramasse assistere a quest’ultima operazione della trasmissione del sangue vivo e dell’applicazione delle pile animatrici, potrà, mediante sborso di trentamila lussi, accedere al Padiglione numero 10, via De—Pretis, dove il sottoscritto da oltre venti anni sta elaborando alla confezione dello stupendo meccanismo. Ai serii cultori della scienza, ai veri amici del progresso non parrà soverchio lo spendere trentamila lussi per rendersi edotti di tutti i congegni imaginati e messi in opera ad ottenere un fenomeno che fra poche ore farà stupire l’universo.

Il padiglione sarà aperto a mezzodì.

«Secondo Piria

«Primate di Scienze naturali

Professore di chimica applicata e di

Antropologia».


— E tu credi — esclamò l’Albani volgendosi al Virey — che questo signor Piria non sia un matto o un ciarlatano?

— Perdona — rispose il Virey con severità; — or fanno