Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/202

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Fioraccio 159


osservare io, — piuttosto domattina presto.

Vengo a dormire da te; giusto ho detto a casa mia che non tornavo, e avanti giorno ci andiamo.

Difatti presto presto eravamo dal priore, e gli raccontammo tutto il fatto.

— E che facciamo? — ci disse.

— Se non lo sa lei, chi lo deve sapere? — rispose Cecco.

— A provare....

— A che fare? A risotterrarlo, forse? Tanto inutile.

— È inutile sicuro — dissi anch'io; — si vede bene che nel sagrato non ci vuole stare. A essere tanto birbone....

— Zitto! — allora disse il prete — e non raccontate nulla a nessuno. Ve lo metto a scrupolo di coscienza. E poi non sta a noi a giudicare i morti. Tu, Cecco, vai e rimettilo sotto terra.

— Mi comandi quel che vuole, l’obbedisco in tutto; ma al camposanto ora com’ora non ci torno..... se vuole la chiave del cancello, eccola.... ma io....

— Non ti confondere, ci manderò con te qualcheduno.... se hai paura.... E voi, fatemi piacere di andare al convento di.... vi darò una lettera per il guardiano...

Difatti scrisse un biglietto, me lo détte e lo portai. Il guardiano lo lesse, e mi disse: