Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/97

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66 Lo Specchietto


la fece più finita; non fece che bestemmiare e mandare imprecazioni, girando indiavolato dall’aia a casa e da casa all’aia e mettendo ogni cosa sottosopra.

La sera finirono di pulire e d’insaccare il resto del grano, ma non ebbero tempo per portarlo via.

— Stanotte non voglio che mi succeda come in quella passata, — disse Paccheri; — un sacco gli deve bastare! — E vicino al grano, lì alla capanna, ci fece stare a dormire il suo cognato e il suo nipote, che erano venuti ad aiutarlo nella battitura, come eran soliti a far tutti gli anni.

La mattina, appena fuor dell’uscio di casa, si vede venire incontro Bistino, che gli dice:

— Cammina, Paccheri, t’hanno rubato dell’altro grano!

Figuratevelo! Non sta a dir che c’è: arriva lassù senza fiato, guarda i sacchi del grano, e vede che ne mancano altri due. Pareva indemoniato; le bestemmie facevan paura, voleva ammazzar bestie e cristiani. Ma il cognato e il nipote, coi quali la rifaceva, giurarono e spergiurarono che la sera, stanchi di aver battuto tutto il santo giorno, si erano addormentati appena buttati giù, che non avevano sentito nulla, e si erano svegliati, quando il grano non c'era più.