Pagina:Giuseppe Veronese - Il vero nella matematica, 1906.djvu/28

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mondo, ma con molta sicurezza di esso. Così la deduzione del Maxwell che le vibrazioni elettriche sono rette dalle stesse equazioni che rendono ragione dei fenomeni luminosi, di guisa che le perturbazioni elettromagnetiche si propagano nell’aria colla velocità della luce, rimase per un trentennio una concezione puramente astratta. Ma l’Hertz, mostrando le onde che ne serbano il nome glorioso, dalle quali derivò l’applicazione del Marconi gloriosa anch’essa, dimostrò con esperimenti, che queste onde si comportano del tutto come la costruzione matematica del Maxwell aveva già profetato. E dalla matematica molto ancora si può attendere nello studio dei fenomeni naturali.

I Greci, così grandi nell’arte della bellezza e dell’esposizione del vero matematico, sono stati molto inferiori a sè stessi nella filosofia della Natura. Al Rinascimento italiano spetta la gloria di aver iniziato la filosofia sperimentale, alla quale le matematiche hanno reso così grandi servigi16. Che cosa possono dire i sogni dei metafisici contro la realtà dell’Universo, contro le epoche nelle quali si formarono il sole e la terra e si svolse la vita nella storia geologica in forme sempre più complete? E dove ha il razionalismo scoperto la gravità, l’attrazione universale, il magnetismo e l’elettricità, l’etere cosmico come mezzo magnetico ed elettrico, il principio della conservazione dell’energia, ed altri ancora, che sono i principali agenti attraverso lo spazio infinito?