Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/62

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ragionamento ii. 51

offerta dei pastori al pastorale Dio. Gli dieron poi le primizie della carne, gli offersero una maggior tazza di vino, cantò la Cloe, sonò Dafni: e già per il prato a mangiare adagiandosi, eccoti per avventura sopravvenir Fileta bifolco, che portava per offerire a Pane certe sue ghirlandette, e certi grappoli d’uva co’ pampani ancora in su’ tralci. Seco veniva Titiro suo figliuol minore, un fanciullo il quale era bianco e biondo, e scherzava e camminava leggiermente, e saltava come un capretto; e sagliendo ambedue insieme, incoronarono la statua di Pane, ed appesero i tralci con l’uve ai rami del pino; poscia assentatisi ancor eglino, si misero a pranzo con esso loro; e come è solito de’ vecchi, che di natura sono la più parte beoni, riscaldati che furono dal vino, vennero tra loro a diversi ragionamenti de’ tempi passati, e si vantavano chi d’essere stato buon pastore quando era giovine, chi d’essersi salvato molte volte da’ corsari, chi d’essere un grande ammazzator di lupi, chi il primo cantore, e ’l primo toccator di sampogna che fosse da Pane in fuori. Questo vanto così magnifico fu di Fileta, col quale egli destò grandissimo desiderio in tutti di sentirlo; per che Dafni e la Cloe in tutti i modi lo pregarono che facesse lor parte di tanta maestria e che onorasse col suo canto la festa di quel Dio, a cui tanto la sampogna aggradava. Fileta ne fu contento, quantunque molto si scusasse per la vecchiaia di non aver petto abbastanza; e presa la sampogna di Dafni, non prima l’ebbe tastata, che non le parendo della sua grand’arte capace, spacciò subitamente Titiro per la sua alle sue stanze, poco più d’un miglio lontano. Titiro spogliatosi in un tempo del suo tabarretto, si mosse a correr per essa ignudo, che parve un cerbiatto. In questo mentre Lamone, per intrattenerli s’offerse di raccontar loro una favola, che apparò già a vegghia da un caprar di Sicilia, e prese cosí a dire: Questa sampogna, che ora è stromento, non era prima stromento, ma una vergine bella, musica, guardiana di capre, e compagna di Ninfe; colle Ninfe giocava, a lor presso pasceva, e con esse, come oggi suona, allora cantava. Pane