Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/65

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54 dafni e cloe

vennero di cacciar la mattina per tempo a pascere; e così fecero: perciocchè appena spuntato il giorno che furono al campo, e visitate primieramente le Ninfe, e di poi Pane, se n’andarono sotto l’usato albero a sedere, a sonare, ed a cantare; poscia si baciarono, s’abbracciarono, si coricarono, e più oltre non sapendo, si levarono, mangiarono, bevvero mescolando il vino col latte. Così riscaldati, e fatti alquanto più arditi, vennero tra loro a ragionamenti, ed a contrasti amorosi, e non si prestando fede di quel che diceano, si condussero a fermarlo con giuramenti; e Dafni venendo al pino giurò per la divinità di Pane, che mai non vivrebbe un giorno senza la Cloe: Cloe menando Dafni alla grotta delle Ninfe, giurò che vivrebbe, e morrebbe insieme con lui. Ma la Cloe semplicetta, come sogliono le fanciulle, nell’uscir dalla grotta s’immaginò di non esser secura abbastanza, se ad altro giuramento non lo stringeva; laonde così gli disse: Dafni, il tuo Pane, è molto femminiero; per che io non mi posso stare securamente a lui. Egli fu innamorato della Piti, amò la Siringa, molesta tutto il giorno le Driadi, non cessa di sollecitar Epimelide. Per questo, se tu non osservassi il tuo giuramento, egli non curerebbe di punirti dello spergiuro, sebben tu andassi a più femmine, che non sono le canne di questa sampogna. Voglio dunque che tu mi giuri per questa tua greggia, e specialmente per quella capra, che fu tua balia, di mai non abbandonar la Cloe, finchè ella amerà te solo, ed a te solo sarà fedele; e se ella mai vien manco a te, ed a queste Ninfe, allora io voglio, che tu la fugga, che l’abbi in odio, e che l’ammazzi come un lupo. Dafni avendo piacere di non aver seco credito, recatosi in mezzo della sua torma, e presa da una mano la capra e dall’altra un becco: Giuro, diss’egli, che io amerò la Cloe mentre ch’ella amerà me; e se mai per altri mi diporrà, che io ammazzerò colui, che mi sarà preposto, e non lei. Di che la Cloe prese allegrezza, credendo come fanciulla, e pastorella ch’ella era, che le capre, e le pecore fossero dei pecorari e dei caprari i propri Dei.