Pagina:Gli sposi promessi III.djvu/27

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

capitolo i - tomo iii 387

TOMO III. 393 che cosa la rabbia può suggerire a costoro.1 E quello che importa è di non far parole, di non perder tempo, di ricon¬ durre Lucia tranquillamente: quella poveretta I il pegno, del mio perdono! Se in questa casa, se in questa’caverna cessa un momento la disciplina, il terrore del padrone, di¬ venta un inferno ! peggio di prima ! Costoro ■ saltano il con¬ fine, e sono in sicuro: eh gli ho3 avvezzi io cosi,! Ma che! dovrò io dunque umiliarmi a fingere dinanzi a costoro !4 a questi scellerati!1 Scellerati? costoro? chi sono costoro? i miei scolari, i miei amici, quelli che ho ammaestrati io! Fac¬ ciamo il bene per l’unica via che è aperta. Bisogna dissimu¬ lare: si dissimuli. — 6 Cosi pensando, egli si guardò attorno,7 e, visto che nessuno dei suoi era in vicinanza, alzò la voce, ordinò ai lettighieri di restare, scese da cavallo, si avvicinò alla lettiga, e,s salutata la buona donna, che v’era seduta, le disse sottovoce: « L’opera di carità che voi fate ora, vuol essere condotta con prudenza assai. Lasciatevi regolare da me in tutto ; e sopra ogni cosa non dite parola s che a quella poveretta; 10 e a chi ardisse interrogarvi, dite che parli con me. Voi entrerete nella stanza dov’è quella giovane, le di¬ rete brevemente che siete venuta a liberarla: non ne dubi¬ terà quando vedrà il suo curato: “ sarà spaventata, poveretta ! vedete di annunziarle la cosa in modo che la sorpresa non le faccia male;1* la lettiga-verrà 13 nella stanza, e ripartiremo tosto.» La buona donna rispose che farebbe come le era detto. Mentre il Conte le dava questa istruzione, D. Ab¬ bondio, il quale fino allora si era spaventato ad ogni bravo che s’incontrava, e che per consolarsi guardava ai lettighier' e ai palafrenieri, stava tutto in 14 incertezza per questa fer¬ mata; e sospirava. Il Conte, spiccatosi dalla lettiga, si av- cinò alla mula di D. Abbondio, che aspettava quello che av¬ venisse con gli occhi sbarrati, e gli disse sottovoce: « Signor Curato, 15 ella non ha bisogno che io le insegni ad esser pru¬ dente; ma in questa casa è necessaria una prudenza che 1 Scellerati!... che scellerati? chi è il loro maestro? il loro capo: io, io sono il peggiore di tutti. — 2 hanno — 3 adu — 4 A costoro: — Costoro! — 6 Cosi pensando egli si — 1 se non com¬ pariva alcuno, la salita era qu | e visto — 8 disse alla — " con al¬ cuno non rispondete a — 10 non rispondete — 11 Segno, e a margine, in penna: «. punto fermo». Conducetela fuori — 12 mandatela fuori — 1:1 fino alla posta della — 14 ambasce — ,r' per