Pagina:Goethe - Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87.djvu/22

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divozione per la Vergine; diceva nulla potersi fare, che fosse bastante, ad onore della Madonna. Narrava avere visto co’ propri occhi una casa rovinata tutta quanta, compreso il piano terreno, da un grande incendio, ed un imagine della Madonna sotto vetro che stava sopra la porta, rimasta totalmente illesa, la qual cosa non si poteva spiegare in altra maniera, che per mezzo di un miracolo evidente. Aveva fatti tutti i suoi viaggi a piedi; ultimamente aveva suonato a Monaco alla presenza del principe elettore, e si era fatta sentire gia da ventuna persone di grado principesco. Parlava propriamente benino; aveva occhi neri, grandi e belli, una fronte intelligente, che talvolta si corrugava a serietà. Parlava con grazia, con naturalezza, sovratutto allorquando apriva le labbra a sorriso fanciullesco; per contro quando taceva pareva stesse riflettendo, e faceva con il labbro superiore una smorfia propriamente curiosa. Le parlai di molte cose, dessa rispondeva sempre a senso, e faceva pure osservazioni giuste. Mi domandò il nome di un albero. Era quello un grande acero, il primo ch’io avessi incontrato per istrada. Dessa pure lo aveva osservato, e dacchè ne incontrammo poi vari altri, si rallegrava tutta di poterli distinguere dalle altre piante. Mi disse che si portava per la fiera a Bolzano, dove supponeva fossi diretto io pure, e mi disse che qualora io l’avessi incontrata colà, avrei dovuto farle regalo di un ricordo della fiera, cosa che io le promisi. Soggiunse che voleva mettersi colà, per la prima volta la cuffia nuova di cui aveva fatto acquisto a Monaco, con i suoi guadagni, e che intanto me la voleva far vedere. Allora aprì la scatola, e non mancai di farle complimento per la bella cuffia, riccamente guernita di pizzi, e di nastri.

D’un altra cosa ancora ci rallegrammo assieme. Dessa mi assicurò che il tempo sarebbe durato bello. Portavano seco quei due il loro barometro, ed era questo l’arpa. Allorquando i tuoni di quella salivano, era indizio di tempo buono, ed oggi erano saliti di molto. Accettai l’au-