Pagina:Goethe - Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87.djvu/237

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il loro abito indica l’umiltà, l’abnegazione, ma in pari tempo loro conferisce molta dignità. Nel loro contegno possono comparire modesti, senza punto cadere nell’abbiezione, e quando si sollevano da quello stato, acquistano una certa imponenza, la quale non compete tanto facilmente, alle persone di diversa condizione. Domandai a quel monaco informazioni di Montecossino, ed egli m’invitò a portarmi colà, assicurandomi che vi avrei trovata ottima accoglienza. Intanto la sala si era popolata; erano giunti ufficiali, gentiluomini, sacerdoti, ed alcuni cappucini pure. Fino allora non era arrivala nessuna dama, ma non dovevano mancare queste neppure. Tornarono ad aprirsi ed a chiudersi i due battenti di una porta, e questa volta era entrata una vecchia signora, più attempata ancora che il vecchio signore giunto prima, e la presenza della padrona di casa non mi lasciò più dubbio, che io mi trovavo in un palazzo forastiero, sconosciuto affatto alle persone le quali lo abitavano. Erano già state portate le vivande in tavola, ed io stavo sempre a fianco del mio abate, per avviarmi sotto la sua egida nel paradiso della tavola da pranzo, quando tutto ad un tratto comparve Filangieri colla consorte, chiedendo scusa per essere arrivati tardi. Poco dopo entrò nella sala saltellando la principessina, la quale passando fra saluti, inchini, genuflessioni, si avanzò senz’altro verso di me «Benissimo, disse, mi avete mantenuta parola! Prendete posto a tavola al mio fianco. Avremo i migliori bocconi. Aspettate un momento però. Conviene ch’io faccia prima ricerca del mio posto, quindi venite senz’altro vicino a me.» Invitato per tal guisa da lei, le tenni dietro in tutti i suoi giri e rigiri, finalmente sedemmo di fronte ai due frati benedettini, mentre Filangieri prese posto al mio fianco dall’altra parte. — «Il pranzo è propriamente buono disse’ella, siamo in quaresima, sono tutti cibi di magro, però squisiti; vi voglio accennare i migliori. Ora però mi voglio pigliare spasso dei preti. Non li posso patire. Quegl’indiscreti, frequentano ogni giorno la nostra