Pagina:Goethe - Werther, 1873, trad. Ceroni.djvu/223

Da Wikisource.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

werther. 217

preferenza gli cuoce; tanto che non è occasione ch’ei non colga per dir male del conte in mia presenza. Io, allora, piglio naturalmente le sue parti, e la matassa s’arruffa ancor più. Ieri mi diè un pochino di naso, perchè c’ero anch’io in commedia. Disse che il conte era bensì attissimo agli affari giornalieri della vita, ch’ei lavorava con molta facilità e speditezza, e aveva in generale un buon dettato; ma poi difettava di soda erudizione, siccome è il caso di tutti gli scrittori semplicemente letterati. E pareva aggiungere mentalmente, a certa grinza delle labbra: Questa cinghiata a te! Non però mi scomposi: non ho per uomini di questa risma che il disprezzo. Stetti saldo peraltro, e continuai la lotta con qualche ar-