Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/108

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bastante per lasciarla senza morir di dolore. Compresi, che se restato fossi in Venezia, non mi avrei potuto sottrar dall’impegno, onde presi la risoluzione di andarmene ed abbandonare la Patria, i Parenti, gli Amici e la mia Professione, in mezzo alle più belle speranze, che lusingar mi potevano con fondamento. Mia Madre sola fu a parte della mia risoluzione e del mio segreto. Aveva fatti dei debiti, bisognava pagarli, ed ella sola poteva assistermi col sagrifìzio de’ suoi effetti dotali. Lo fece colle lagrime agli occhi, ma conobbe la necessità di farlo, per non vedermi perduto affatto con una Moglie al fianco. Andò ella a ritirarsi a Modena con mio fratello, per vivere colà economicamente col prodotto de’ miei effetti, e abbandonò i suoi in Venezia ai miei Creditori, finche fossero soddisfatti. Accomodate cosi le cose alla meglio e con segretezza, affinchè la giovine non lo penetrasse, mi determinai a partire. Ma per dove, con quali mezzi ed a che fare fuor di Venezia? Tutte le mie speranze fondate erano sopra la mia Amalassonta. Pensai di portarla a Milano, credendo che gì’impresarj di quel famoso Teatro me l’avrebbero ben pagata, e me ne avrebbero ordinate dell’altre, e in poco tempo avrei fatto il credito e la mia fortuna. La cosa è arrivata diversamente, come dirò a suo luogo; ma intanto, fissata la risoluzion di partire, niente ha potuto arrestarmi. Scrissi una lettera alla sfortunata giovine che mi aspettava, e glie la feci pervenire allora quando io era partito. Le dipinsi il mio stato, le dissi tutte quelle ragioni che ho in questi fogli distese, e concludeva dicendo, che s’ella avesse il modo sicuro di mandare ad effetto la promessa dei seimila ducati di dote, sarei volato alla Patria, e l’avrei sposata col maggior piacere del mondo, e non mentiva in questo sicuramente, e l’avrei fatto di cuore per debito e per attaccamento, quando riparato avessi a quel precipizio, che mi vedea sovrastare. Non ebbi da lei risposta, perchè non le dissi allora dove addrizzarmela. M’imbarcai per Padova; ecco il primo passo già fatto, eccomi per quella via che mi ha condotto al Teatro. Non fu il dramma per musica, che mi vi ha condotto. Non era questa la mia vocazione. Vedrai ben presto. Lettor carissimo, quali accidenti, quali avventure mi hanno fatto abbracciare il miglior partito. L’AU-