Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/31

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L’AUTORE

A CHI LEGGE.

(Tomo II)


L’aggradimento pienissimo, con cui è stato ricevuto il mio primo Tomo, mi lusinga di un’egual fortuna per tutti gli altri, nè cesserò di porvi ogni studio per rendere la mia edizione degna sempre più della pubblica grazia. Cercando io di adornare questa opera quanto meglio potessi, pensai sin da principio a provvedere ogni Tomo di un Frontispizio Istoriato. Vidi poi in seguito esser cosa difficilissima immaginare per tanti Tomi tanti nuovi pensieri, che non avessero del comune e si cavassero dell’ordinario: Muse, Apolli, Maschere, Tibie, Teatri, Satiri, Scimie sono cose fatte e rifatte, e si veggiono da per tutto impresse, dove trattisi di Commedie, ed i Pittori su tal proposito non sanno più che inventare, oltredicchè nulla interessano l’altrui curiosità questi simboli generali, quantunque ben disegnati ed elegantemente eseguiti. Pensato ho adunque a qualche cosa di nuovo, per quell’amore di novità, che è stato sempre il mio scopo e che diletta, più ch’altro, l’universale. Ho pensato di dare ne’ Frontispizj un sommario della mia vita, sparsa già da gran tempo in varie lettere e prefazioni, e in qualche Scena ancora delle Opere mie fin ora stampate. La storia della mia vita non è quella di un uomo, che vaglia ad interessare il pubblico per risaperla; pure di tutti gli uomini che hanno scritto si legge dopo morte la loro vita, e se alcuno vorrà prendersi un giorno per me tal cura, avrà facilitata la guida al suo amichevole pensamento. Quaranta deggiono essere i Tomi da me proposti, ed altrettanti saranno i punti da me fissati delle mie circostanze. Avrei materia per fornire di me medesimo maggior copia ancora di Frontispizj, ma sceglierò i più esenziali, unicamente per rimarcare per quali vie e con quai mezzi mi sono fin qui condotto.

Si è già veduto nel primo Tomo, che in età di nov’anni principiavasi a sviluppare in me il genio Comico, ma la Madre e i

Parenti