Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/505

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Ottavio. Hai da raccontarmi qualche sproposito di mia moglie? Ella mi vuol mandare in rovina.

Rosaura. Non dubitate, signore, ch’io spero rimediare a tutte le vostre indigenze.

Ottavio. E in qual maniera?

Rosaura. Ho fatto questa notte un bellissimo sogno, e son sicura che in esso vi è il temo.

Ottavio. Per amor del Cielo, raccontami questo sogno. Dov’ è Brighella? Eh, tornerà.

Rosaura. Io mi sognai ch’ero sopra un monte alto, alto, alto.

Ottavio. Monte alto? Questo è il novanta.

Rosaura. Benissimo, e mi parea colassìi giuocare alla gatta cieca con varie femmine mie compagne.

Ottavio. Che sono le figlie della lista del lotto (i).

Rosaura. Indi cercando a tentone, come sapete che si fa, invece d’una, ne presi tre.

Ottavio. Ecco il terno.

Rosaura. Levatami allora la benda per riconoscer la preda, mi parve che fossero tre mie carissime amiche, una chiamata Me- nichina, l’altra Cecchetta, e la terza Togmna.

Ottavio. Hai la lista del lotto?

Rosaura. Signor no, in verità.

Ottavio. Se male non mi ricordo, Menichina è al numero 39, Cecchetta al 59, e Tognina al 60. Oh, che bel terno! Oh, che bel terno!

Rosaura. Sentite il meglio. Mi pare eh’ io dicessi alle tre donne: niente voi mi date per la bravura d’avervi prese? Ed esse mi risposero: ti daremo dell’oro, quanto vorrai; ed infatti mi empirono il grembo di bellissime monete d’oro: allora tutta allegra mi svegliai, ma indovinate (2). Sapete, ch’io tengo meco a dormire quel cagnolino; egli mi aveva empiuto il grembo di porcheria: v’ è da sperare su questo sogno?

Ottavio. Se vi è da sperare? E come»! Lo sterco vuol dir oro, (I) Del lotto manca nelle edd. Bettin. e Paper. (2) Bettin.: e Paper.: ma Indovi- nate mo?

hh