Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/533

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darvi. Se ben son donna, ne so più di voi; e da questo mio improvviso ragionamento potrete comprendere, signor Florindo, s’io so trovar mezzi termini. (parte.)

SCENA XVI.

Dottore e Florindo.

Dottore. Non 1’ ho detto io, ch’ella ti porrà in sacco? Sei re- stato là come un babbione, eh? Canchero! (0 Conviene star) air erta per trattare con esso lei (2).

Florindo. Eh, signor padre, siete ingannato. Colei non è qual vi credete. Vi par possibile ch’una donna, ed una donna giovane, arrivi a saper tanto? quella è una strega (3).

Dottore. Eh, va via, che sei pazzo.

Florindo. Io vi dico la verità: e se non volete badarmi, ve ne troverete pentito.

Dottore. Il mondo ignorante, quando vede qualche stravaganza, subito dice che il diavolo 1’ ha fatta. Io non credo simili scioccherie. Rosaura è savia, Rosaura è virtuosa e Rosaura, basta.... so io quel che dico.

Florindo. Sarebbe mai vero ciò ch’ella stessa mi ha detto?

Dottore. Che cosa t’ ha ella detto?

Florindo. Che voi la volete sposare.

Dottore. Potrebbe esser di sì. Florindo, E fareste voi una tale pazzia?

Dottore. Qual modo di parlare è questo? Sei venuto da Pavia per far il pedante a tuo padre? Voglio fare quel che mi pare, e piace. Sono il padrone.

Florindo. Ma non vedete, che questo vostro amore è un effetto delle malìe di quella fattucchiera? (I) Bettin. aggiunge: Ella è una donna di garbo. (2) Bettin.: seco lei. (3) Segue nelle edd. Bettinelli e Raperini:... ed io a Pavia l’ho conosciuta benissimo. E stala bandita da quella città, ed ella è Venuta per nostra disgrazia in Bologna, e nella nostra casa. Se a me non lo credete, ve lo farò confermare da Flaminio. Egli pur la conosce.