Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/70

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ch’io ringraziai la mia valorosa compagna, e che passammo il resto della notte tranquillamente.

Giunti a Milano, ci separammo alla Porta; ella andò all’osteria del Falcone, io andai a scendere alla casa del Senatore. Stetti colà cinque giorni, ne’ quali non mancai alla gratitudine, ch’io doveva alla mia compagna, ed ella mi rese il contraccambio politamente, venendomi, dopo qualche tempo, a ritrovare a Pavia.

Eccomi il terzo anno in Collegio; colà potea restare sett’anni, dovea colà addottorarmi, dovea stabilirmi a Milano, goder i frutti della protezione del Senatore, e divenir qualche cosa di buono, in un Paese, dove un poco di sapere e un poco di buona condotta può far fortuna. Ma tutto miseramente precipitai; diedi un cenno della mia Ragazzata nella Prefazione del Tomo quinto di questa edizione; ecco il momento di pubblicarla, per far conoscere che il genio Comico non arriverà mai a farmi tanto di bene, quanto in queir occasione mi ha fatto di male.

Le Scuole, come già dissi, in Pavia non sono altrimenti costituite nei rispettivi Collegi, ma nella pubblica Università, dove tutti i collegiali si rendono, e ciò li mette in necessità di uscire ne’ giorni di studio, e a poco a poco hanno introdotto il costume di uscir quando vogliono, e andar dove loro piace, purché escano e rientrino accompagnati a due a due almeno, e si trovino in casa all’ora del pranzo ed al tramontare del sole. Una tal libertà, per dir il vero, un poco troppo eccedente e pericolosa, fa sì che questi Giovani s’introducono facilmente per tutto, e le case de’ Cittadini ne sono piene. Godono i Collegiali all’incirca il privilegio e la fortuna de’ Militari. Sono più coraggiosi e più liberi de Paesani, e le giovani Donne li preferiscono, ma quando sono essi obbligati ad andarsene, le Donne sono costrette a rivogliersi1 ai Cittadini, alcuni de’ quali profittano della piazza vacante, e alcuni altri si vendicano col disprezzarle. Ciò fa che fra i Collegiali e i Terrieri vi è un astio perpetuo, una inimicizia giurata; e da ciò ancora procede che alcune Giovani, rese più caute dall’esperienza, ricusano i loro favori a questi amanti volubili e passeggieri. Io fui nel caso


di
  1. Correggi: rivolgersi. - Ed.