Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/128

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l’è quella da le feste. Sora tutto ve raccomando el mezzo maneghetto. (le dà la camicia lacera)

Colombina. Come! Questo è uno straccio.

Arlecchino. Un strazio? Vardè mo quel mezzo maneghetto?

Colombina. Eh, che io non istendo questa sorta di roba.

Arlecchino. Questa l’è la mei camisa che m’abbia. M’avì promes, e me l’a\à de destirar.

Colombina. Sentite, se non ne avete di meglio, piuttosto ve ne farò io una.

Arlecchino. Eh! Perchè no?

Colombina. La prenderete?

Arlecchino. Gnora si.

Colombina. Mi vorrete poi bene?

Arlecchino. Gnora sì.

Colombina. Non Io dite a nessuno.

Arlecchino. Oh, io non parlo.

SCENA XI.

FloRINDO e detti.

Florindo. Cosa fai qui tu? (ad Arlecchino)

Arlecchino. No so gnanca mi, sior.

Colombina. Mi ha portato il ferro.

Florindo. Animo, va via di qua.

Arlecchino. L’aspetta che la me destira...

Florindo. Va via o ti do delle botte.

Arlecchino. No la s’incomoda. Arecordeve la camisa. (piano a Colombina)

Florindo. La vuoi finire? (ad Arlecchino)

Arlecchino. Sior sì. (Ve la raccomando; fina), (piano a Colombina)

Florindo. Impertinente. (gli dà un calcio)

Arlecchino. Grazie. (parte