Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/226

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Alonso. Dipendo dai vostri voleri.

Virginia. Don Alonso poi è un cavalierino garbato.

Alonso. Ma io ho un difetto che a voi non piacerebbe.

Virginia. E qual è?

Alonso. Che al bene e al male mi piace esser solo.

Claudia. Balestra.

Balestra. Vengo o non vengo? (di dentro, e poi viene)

Claudia. Presto, porta le carte e le paglie.

Balestra. Subito la servo. (vuol partire)

Claudia. Sediamo intanto. Balestra.

Balestra. Signora.

Claudia. Le sedie al tavolino.

Balestra. (Va accostando le sedie) La servo. ■

Claudia. Presto, le carte e le puglie.

Balestra. Signora, una cosa alla volta. Io non ho altro che due gambe e due mani. (parte)

Claudia. Impertinente! Oh, lo caccio via subito.

Virginia. (Ha ragione il poveruomo: che bella dama! Vuol tenere conversazione, e non ha che un servitor solo).

Balestra. Ecco qui le carte e le puglie. (resta in disparte)

Alonso. Farò io.

Claudia. No, no, quando giuocano due dame, tocca la mano al cavahere; farò io.

Alonso. Come vi aggrada.

Claudia. (Mescola le carte, e le dà fuori.)

Virginia. Di quanto si giuoca?

Alonso. Comandate.

Claudia. Eh, di poco. Un carlino (’) la puglia.

Virginia. Spadiglia obbligata?

Claudia. Sì, fino a cento.

Alonso. (Sto fresco!) (da sé) Passo (2).

Virginia. Passo (3).

Claudia. Entro. (I) Belt. e Sav.: Mezzo paolo. (2) Bett., Pap. e Sav. aggiungono: (pone una puglia in piallo). (3) Seti., Pap. e Sav. aggiungono: (fa lo slesso).