Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/275

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Eleonora. In questo v’ingannate. Se il mondo mormora con giustizia, chi fa male ne sente pena; se mormora ingiustamente, chi è innocente si consola. So che di me ancora è stato mormorato non poco: pure non me ne sono afflitta, perchè conosco non meritarlo.

Claudia. Che possono aver detto di voi? Quando hanno detto che siete innamorata di don Rodrigo, hanno finito.

Eleonora. Don Rodrigo è un cavaliere d’onore.

Claudia. E voi siete una dama onorata. Farete all’amore onoratamente, ed ora con un onorato matrimonio potrete dare al mondo una dozzina di onoratissimi bimbi (’).

SCENA Vili.

Colombina e dette, poi Don Alonso.

Colombina. Signora, il signor don Alonso desidera riverirla.

Eleonora. Passi, è padrone.

Colombina. (Consigliatela che si rimariti presto. Non vedo l’ora di fare un buon pasto). (piano a donna Claudia)

Alonso. Mie signore, vi sono schiavo. Come sta donna Eleonora?

Claudia. Sta meglio di donna Virginia e di me.

Alonso. Perchè sta meglio di voi?

Claudia. Perchè si è liberata dalla catena del matrimonio.

Alonso. Donna Claudia, temo che presto vogliate aver ancor voi una simile consolazione.

Claudia. Perchè dite questo? Ha forse la febbre mio marito?

Alonso. Peggio assai. Egli ha sfidato a duello don Rodrigo.

Eleonora. (Oimè! che sento!) (da se)

Claudia. L’ha sfidato a duello?

Alonso. Certamente.

Claudia. Ha egli accettata la disfida?

Alonso. No, ma se s’incontreranno, si batteranno.

Claudia. Oh, meschina me! Che sento mai! Se don Flaminio (1) Bett. e Sav.: bambollni.