Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/288

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Don Rodrigo Rasponi, ch’I il cavaliere più savio e più onesto ch’io abbia trattato, ha sempre avuto della bontà per me e per la mia casa. Supplicatelo vivamente in mio nome con vostra lettera, o per mezzo di qualche vostro amico, che per carità non abbandoni la mia povera moglie. Ciò spero nella provvidenza del cielo, a cui raccomando questa povera onoratissima dama (’).

Alonso. Via, don Rodrigo, movetevi a compassione di lei. Se non vi sentite portato a farlo dall’amore o dal genio, fatelo per le tenere amorose preghiere del vostro amico defunto.

Flaminio. Se non vi movete a pietà, siete troppo crudele. Guardatela, poverina, farebbe piangere i sassi.

Virginia. Deh, mostratevi men severo per le massime di una troppo rigorosa virtù. Ormai è pubblica la vostra passata onestà. Si vede quale sia stato il vostro savio contegno. Sposatela, per amor del cielo.

Claudia. Io vi assicuro che rimango sorpresa. Non mi credeva che al mondo si dessero tali caratteri, e quando ne sentiva discorrere, mi poneva a ridere. Ora mi chiamo da voi convinta, e credo sia necessario che v’accoppiate insieme, per produrre al mondo, se sia possibile, degli animi imitatori delle vostre belle virtù.

Anselmo. Animo, signor don Rodrigo, non si faccia pregar più oltre. Ella conosce appieno il buon carattere di quella dama, tanto savia, tanto rassegnata e prudente (2).

Colombina. (Se non dice di sì, è più ostinato di un mulo). (Ja sé)

Rodrigo. Tutti mi persuadono, tutti m’invitano, e donna Eleonora non dice nulla?

Eleonora. Che volete che io dica? (3) Siete voi persuaso delle ragioni de’ buoni amici? (I) Betl. e Sav. aggiungono: (ermina di leggere piangendo. (2) Bell, e Sav. aggiungono: Cosa vuol Ella di pili? Gli resta forse qualche difficoltà, perche è priva di dote? Sappia che ella ha di dote seimila scudi, e se ne dubita, io gli sarò mallevadore, (3) Segue nelle edd. Bett. e Sav.: « Sapete ch’io dipendo da’ vostri saggi consigli. Rodr. Siete voi persuasa dalle ragioni de’ buoni amici? Eleon. Il povero mio consorte a Voi mi raccomanda. Rodr. Adempirei le sue brame ecc. »