Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/335

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voi me lo consigliereste? Andate, andate, che siete un mal cavaliere; e se non volete voi abbracciare 1 impegno, ritroverò chi avrà più spirito, chi avrà più convenienza di voi.

Cavaliere. (Bisogna secondarla), (da sé) Cara Contessa, non andate in collera; ho detto così per acquietarvi un poco; per altro l’offesa è gravissima, e menta risarcimento.

Isabella. Dare uno schiaffo alla mia cameriera?

Cavaliere. E una temerità intollerabile.

Isabella. Dir ch’io non comando più?

Cavaliere. E una petulanza. E poi dire che siete vecchia?

Isabella. Questo vi dico che non l’ha detto; non lo poteva dire, e non l’ha detto.

Colombina. L’ha detto, in coscienza mia.

Isabella. Va via di qua.

Colombina. E ha detto di più, che avete da stare accanto al fuoco.

Isabella. Va via di qua; sei una bugiarda.

Colombina. Se non è vero, mi caschi il naso.

Isabella. Va via, o ti bastono.

Colombina. Se non l’ha detto, possa crepare. (parte

SCENA XV.

La contessa Isabella e il Cavaliere del Bosco.

Isabella. Non le credete: Colombina dice delle bugie.

Cavaliere. Dunque non sarà vero nemmeno dello schiaffo.

Isabella. Oh! lo schiaffo poi gliel’ha dato.

Cavaliere. Lo sapete di certo?

Isabella. Lo so di certo. E qui bisogna pensare a farmi avere le mie soddisfazioni.

Cavaliere. Ci penserò. Studierò l’articolo e vedrò qual compenso si può trovare, perchè siate soddisfatta.

Isabella. Ricordatevi ch’io son dama, ed ella no.

Cavaliere. Benissimo.

Isabella. Ch’io sono la padrona di casa.