Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, III.djvu/357

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Doralice. Via, di’ su, che ha detto quella cara signorina di me?

Colombina. Ha detto che siete una donna ordinaria...

Dottore. Non dico di questo. Che cosa ha detto di mio marito?

Colombina. Che fa male a volervi bene.

Doralice. Sentite? e poi?

Colombina. Che vi vuol far odiare da lui.

Doralice. Avete inteso?

Colombina. Perchè siete una donna ordinaria.

Doralice. Va via di qui. Queste pettegole vi aggiungono sempre qualche cosa del loro.

Colombina. E poi ha detto che non si degna...

Doralice. Va via, non voglio altro.

Colombina. Per amor del cielo, non mi assassinate, (al Cavaliere)

Cavaliere. Per me non dubitare, che non parlerò.

Colombina. Ha detto anche qualche cosa di voi... (al Cavaliere)

Cavaliere. E che cosa ha detto di me?

Colombina. Che siete un cavaliere che pratica per le case, e non dona mai niente alla servitù. (parte

SCENA VII.

DoRALicE ed il Cavaliere del Bosco.

Cavaliere. Cara signora Contessa, volete credere a questa sorta di gente?

Doralice. Me lo ha detto in una maniera, che mi assicura essere la verità.

Cavaliere. Sapete pure che ella è cameriera antica della contessa Isabella.

Doralice. Appunto per questo; se non fosse la verità, non mi avrebbe detto cosa che potesse pregiudicare alla sua padrona.

Cavaliere. Le avrà gridato (l); sarà disgustata.

Doralice. Signor Cavaliere, la nverisco. (vuol partire)

Cavaliere. Perchè privarmi delle vostre grazie? (1) Betl., Pap. ecc.: Ella averà gridalo.